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Ogni anno, quando Dicembre è alle porte, la domanda che mi sento più rivolgere è proprio: è meglio l'albero vero o l'albero finto? Quale dei due è più sostenibile? La mia risposta? Dipende!

Nella mia infanzia ricordo di aver avuto un solo albero, in plastica, usato per decine di anni e riposto in soffitta dopo ogni Natale. Nel periodo che abbiamo vissuto a New York abbiamo preferito invece, per i due Natali passati nella Grande Mela, comprare alberi veri.

Ma allora qual è la scelta più sostenibile? Dipende da vari fattori.

Potrebbe sembrare che comprare una sola volta un albero sintetico, per poi usarlo per molti anni, sia la scelta più sostenibile: lo è se ad esempio decidiamo di comprare un albero finto, ma usato, che quindi andrebbe altrimenti in discarica.

Comprare un albero sintetico nuovo è invece l'acquisto meno sostenibile, proprio per l'impatto che ha il suo processo di produzione, che richiede un consumo tra +1500 e +3800% di emissioni di CO2. È stato calcolato che bisognerebbe quindi riutilizzare lo stesso albero sintetico dai 15 ai 38 anni, per pareggiare lo stesso costo ambientale di comprare un abete vero ogni anno!

Secondo la guida per la scelta responsabile dell’albero di Natale pubblicata dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali:

"Uno dei tanti effetti negativi portati dall’industrializzazione è la produzione di alberi di plastica. La loro diffusione si basa in gran parte su informazioni non corrette. Questi prodotti sono stati pubblicizzati come “alberi ecologici”, trasmettendo in modo più o meno diretto il messaggio per cui: “acquistando un albero di plastica si potrebbe salvare un albero vero”. È di gran lunga più ecologico e sostenibile acquistare invece alberi di Natale veri. Severi regolamenti dettano le norme sulla loro coltivazione e il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri vigila con attenzione sul loro rispetto."

Come fare per acquistare un albero vero, allora? Ci sono due tipi di abeti che si possono comprare in maniera responsabile:

1. Quelli con radici e terra, che non vengono da boschi ma da coltivazioni apposite. Comprando questo tipo di albero (abete rosso o abete bianco) aiuterete a combattere l'effetto serra: questi alberi da coltivazione hanno infatti assimilato CO2 durante la loro crescita al contrario di quelli di plastica, che sono invece prodotti derivati dal petrolio. In questo caso potreste provare a tenere in vita per l'anno prossimo l'abete, tenendolo in vaso. È importante che non venga però portato nei boschi per essere piantato di nuovo perché questo gesto, apparentemente innocuo, potrebbe causare l'alterazione degli equilibri della foresta.

2. Quelli senza radici, chiamati “cimali”. Arrivano da boschi che vengono utilizzati per produrre legna e il più delle volte vengono tagliati per diradare il terreno, nel rispetto di severe norme di gestione forestale su cui vigilano i Carabinieri Forestali. Il cimale, se non usato come albero di Natale, sarebbe stato lasciato marcire a terra nel bosco oppure usato come legna per stufe.

In entrambi i casi controllate che ci siano etichette che indicano la provenienza dell'albero che state acquistando: in particolare controllate che siano presenti le certificazioni forestali FSC e PEFC , che sono due realtà che si impegnano a proteggere le foreste e a comunicare con trasparenza i passaggi nella filiera del legno e derivati.

#alberodinatalesostenibile #natalesostenibile #fsc #filieralegnoresponsabile

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