Cosmetica sostenibile...come e cosa scegliere?

Uno dei settori industriali in cui sto assistendo a maggiori cambiamenti é quello della cosmetica e dei prodotti beauty in generale. Se nel decennio scorzo l'attenzione era tutta volta agli ingredienti, con liste piene di pallini verdi, gialli e rossi per indicare "ingredienti buoni" e "ingredienti cattivi" all'interno delle formule, adesso l'approccio è molto più esteso e si inizia finalmente a parlare di origine degli ingredienti, di formule vegane e sopratutto di packaging in materiali sostenibili e innovativi.


Abbiamo sorpassato quel momento, abbastanza ridicolo e scadente, del "packaging in plastica RICICLABILE", venduto come se fosse la rivoluzione green nel mondo dei beauty products.

Altro non voleva dire che erano passati da vendere prodotti in plastica non riciclata a plastica che si poteva riciclare, uno step sicuramente positivo ma non certo una vittoria o un arrivo come cercavano di convincerci le case di bellezza.


Se volete essere aggiornati su alcuni cambiamenti che già avevo potuto notare nel 2019, vi lascio in visione anche qui il video che avevo dedicato alla cosmetica ecosostenibile.



Quello che ho potuto notare ultimamente è l'arrivo sul mercato di molti prodotti e brand definiti ecosostenibili: anche nel campo della cosmetica il Greenwashing (strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un'immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell'impatto ambientale, allo scopo di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblicadagli effetti negativi per l'ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti, che venne instaurata già dagli anni '70 ) esiste e lo si può notare quando il claim di sostenibilità non è sostenuto da certificazioni sugli ingredienti o da un effettivo cambiamento nei materiali del packaging o quando la linea di prodotti ecosostenibili è davvero una piccolissima parte dei prodotti di una azienda/multinazionale.


Allo stesso tempo non dobbiamo neanche dimenticare che, sopratutto per le grandi aziende, cambiare approccio produttivo e rendere sostenibile la loro offerta può voler dire un impegno di anni affinché si possa effettivamente parlare di un approccio totalmente sostenibile .

Cosa voglio dirvi con questo: come nella moda vediamo multinazionali impegnarsi più o meno nella sostenibilità, spesso facendo promesse di raggiungimento obiettivi in una decina di anni, allo stesso modo lo vediamo nel campo del beauty. Possiamo fidarci? Dipende tantissimo da chi è a fare le promesse, dipende da quali sono i prodotti ecosostenibili che hanno già sul mercato, dipende se hanno già fatto in passato promesse simili e le hanno effettivamente mantenute e sopratutto dipende molto dalla sensibilità del consumatore. Credo che ci siano progetti validi che vedremo effettivamente svilupparsi con costanza nel futuro, sebbene adesso sembrino un impegno troppo piccolo.



Sullo stesso mercato però coesistono, e spesso sono molto meno conosciuti, brand artigianali o brand medio piccoli di cosmetica ecosostenibile, che offrono prodotti in packaging 100% sostenibili (in vetro, carta riciclata, latta), a volte vediamo addirittura prodotti ricaricabili (come quelli che mostro nel video inserito poco sopra). Il prezzo dei prodotti di questa categoria molto spesso è più alto perché quando ci si impegna per creare un prodotto sostenibile al massimo, non si possono seguire scorciatoie e scegliere materia prima a basso prezzo, materiali meno costosi ma non sostenibili, o semplicemente perché il volume dei prodotti non è alto come quello che riesce a produrre una multinazionale, e quindi non si riescono ad abbattere i costi di produzione.


Ma quindi cosa scegliere? È sbagliato comprare da grandi aziende che propongono solo una linea sostenibile? È meglio preferire piccole realtà, anche se il costo è più alto? In linea teorica, sì!

Una scelta sostenibile al massimo sarebbe proprio comprare ciò che serve, comprare zero waste, plastic-free, locale e sostenendo piccole realtà impegnate al massimo nel produrre in maniera sostenibile.

Sono fermamente convinta però che ognuno deve decidere come spendere i propri soldi, se promuovendo aziende che sono nate impegnandosi nella sostenibilità oppure decidendo di sostenere aziende già presenti sul mercato che mostrano di voler cambiare: è una scelta troppo personale per essere giudicata. Ci sono moltissime ragioni per scegliere una strada o l'altra, o magari provare entrambe le strade e capire cosa funziona meglio per noi.



La cosa a cui più tengo però è farvi sapere che ormai sul mercato le alternative sostenibili ci sono, esistono! Mi impegnerò a parlarvi di più realtà e brand possibili (sul mio profilo Instagram ve ne mostro spesso di nuovi) e ne approfitto per annunciare anche qui che da una settimana sono usciti, sullo shop Carotilla due prodotti per la cura della persona, con formula vegana e biodegradabile al 100%, packaging zero waste.


Sono uno Shampoo + Balsamosolido 2in1 con olii essenziali al Bergamotto e Pompelmo, adatto ai capelli normali e a cute delicata. L'effetto balsamo è dovuto a ingredienti che rendono morbidi i capelli, senza appesantirli. Questo shampoo solito inoltre non ha bisogno di risciacquo acido perché non altera il PH della cute quando lo si usa.


Il secondo prodotto è un Deodorante in crema, con olii essenziali al Bergamotto e Pompelmo: la sua formula è cremosa, facile da spalmare senza residui e a lunga durata (testato nella lunga e calda estate della Florida). Il packaging è in latta e carta riciclata e può essere riutilizzato una volta finito il prodotto.



Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate anche voi di questo tema e quale scelta fate voi come consumatori: preferite acquistare solo da piccole realtà oppure siete curiosi di privare anche prodotti di grandi aziende? A presto!


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Created in 2020 by Camilla Mendini.